Integrazione reversibile
La pedana si richiude verticalmente senza alterare la geometria dell’ingresso, conservando la parete originale e restituendo spazio quando non serve.
Pedana disabili richiudibile a parete in alluminio con sistema a scomparsa
(Meccanica Funzionale)

Pedana progettata per un ingresso condominiale senza interventi strutturali sull’edificio.
Realizzata in alluminio per ridurre il peso, è ancorata a un braccio snodato fissato a parete che consente la completa scomparsa in posizione verticale e l’apertura assistita tramite guide a ricircolo di sfere.
Il progetto è stato sviluppato in due configurazioni: manuale e motorizzata.
La versione installata è manuale, scelta per semplicità, affidabilità e contenimento dei costi, in quanto l’utilizzatore è sempre accompagnato.
La versione motorizzata è stata progettata per utenti autonomi, con apertura e chiusura tramite attuatori comandati da telecomando.
La soluzione è stata sviluppata per eliminare qualsiasi intervento invasivo sull’edificio, mantenendo al tempo stesso sicurezza e semplicità d’uso.
Il sistema utilizza un braccio snodato fissato a parete che consente la rotazione controllata della pedana e la sua completa chiusura in posizione verticale.
L’apertura è assistita da guide a ricircolo di sfere che garantiscono scorrimento fluido anche sotto carico, riducendo lo sforzo necessario.
La configurazione manuale è stata scelta per affidabilità, manutenzione ridotta e indipendenza da componenti elettrici.
In parallelo è stata sviluppata una variante motorizzata con attuatori lineari, progettata per consentire l’utilizzo autonomo tramite comando remoto.
Entrambe le soluzioni condividono la stessa base strutturale, con variazione limitata al sistema di movimentazione.
La pedana si richiude verticalmente senza alterare la geometria dell’ingresso, conservando la parete originale e restituendo spazio quando non serve.
Guide a ricircolo di sfere e cinematismo bilanciato garantiscono aperture fluide anche sotto carico, con la possibilità di variante motorizzata per autonomie maggiori.
La richiesta iniziale ipotizzava una rampa da mettere e togliere quando serviva. Il vero bisogno non era una rampa mobile, ma una rampa che potesse sparire quando non serve, senza dover essere sollevata o spostata a mano.
Mentre la soluzione prospettata è composta da una piattaforma strutturale in alluminio collegata a un cinematismo articolato.
Il braccio di supporto trasferisce i carichi alla parete mantenendo la stabilità durante l’utilizzo, mentre le guide lineari gestiscono il movimento di apertura con traiettoria controllata.
La progettazione ha richiesto il bilanciamento tra peso proprio e rigidezza, per evitare le flessioni percepibili.
Particolare attenzione è stata dedicata ai punti di rotazione e agli accoppiamenti, dimensionati per resistere a cicli ripetuti senza perdita di precisione.
Il sistema risulta ispezionabile e completamente reversibile.
Nella versione motorizzata il movimento è affidato ad attuatori elettrici dimensionati per gestire il carico in sicurezza, con cinematismo controllato lungo tutta la corsa.
Il progetto è passato da un'idea di rampa mobile a un meccanismo fisso a scomparsa non perché la prima idea fosse sbagliata, ma perché la richiesta iniziale descriveva una soluzione, non il problema. Lo stesso vale per le lavorazioni: un dubbio già presente a progetto sulla rigidità di un componente tubolare è stato verificato lasciando che fosse la lavorazione a confermarlo, e una geometria definita al CAD è stata adattata quando il sito reale ha presentato un vincolo non previsto. In tutti i casi, il progetto non è cambiato perché sono cambiate le idee, è cambiato perché sono cambiate le informazioni disponibili.
Pedana richiusa, salva spazio
Pedana in posizione aperta
Guide a ricircolo di sfere
Braccio di snodo
Versione motorizzata (progetto)
Perché il tubo in acciaio inox, una volta tornito, risultava ovale, fuori tolleranza. Una barra piena ha richiesto più materiale ma meno lavorazione e nessun rischio di quel difetto.
Succede più spesso di quanto sembri: la richiesta descrive di solito la prima soluzione a cui si è pensato, non il bisogno di fondo. Chiarirlo prima di progettare ha portato a un sistema fisso a scomparsa, non a una rampa mobile più leggera.
Non sempre serve un calcolo FEM: per un componente di dimensioni contenute, con margini di sicurezza ragionevoli, una verifica pratica sotto carico reale può essere sufficiente. Il livello di rigore va proporzionato alla criticità del componente.
Descrivi il contesto e le necessità principali.
Le richieste vengono valutate in base alla fattibilità tecnica.
